Linguaggio Forex
Il Linguaggio del Forex
Dopo il breve assaggio del mercato forex ricevuto tramite gli articoli precedenti, per inserirti a tutti gli effetti in questo mondo è bene che tu impari a parlare la lingua degli investitori. Il gergo FX per quanto possa apparire a tutta prima complicato, è facile da memorizzare, soprattutto per chi già mastica qualche parola d’inglese. Se così non fosse non temere, i termini sono brevi, ritmici e per questo potranno essere assimilati presto.
Scopriremo a breve i più importanti, tenendo ben presente che sarebbe impossibile regalare una panoramica completa e globale che il buon investitore forex riuscirà a guadagnare solo con l’esperienza sul campo.
Fra i più importanti ricordiamo:
i concetti del Long e dello Short. Sono tanto importanti dato che sostanzialmente parliamo delle uniche due operazioni possibili quando un investitore tratta con qualsivoglia coppia di valute. Prendiamo ad esempio la classica coppia euro – dollaro (EUR/USD), il cambio fra euro e moneta americana. Quando un investitore deciderà di andare in long, acquisterà la prima valuta presente nella coppia e nel medesimo momento venderà implicitamente la seconda coppia.
Nel nostro caso si comprerà euro e si venderanno dollari americani. Al contrario decidere di andare in Short significherà niente di più che vendere la prima valuta presente nella coppia, nel nostro caso euro, e acquistare dollari americani. Molto semplice no? Più difficile è invece, nel reale, decidere quando si dovrà andare in short e quando in long.
Vediamo, tanto per chiarire la situazione, di fare un esempio pratico. Se le analisi del mercato sembrano prevedere un potenziamento di li a breve dell’euro, chiaramente si dovrà andare il Long, dunque si dovrà acquistare Euro e di contro si venderanno Dollari.
Nel caso contrario e dunque di futuro potenziamento del dollaro, allora l’investitore sagace dovrà vendere euro e comprare dollari, andando dunque in short. Una volta acquistati i dollari non si dovrà far altro che aspettare che questi si potenzino. Se avete ben compreso questo concetto, per altro nemmeno troppo difficoltoso, sappiate che siete su un’ottima strada; il concetto di Spread. Facile la parola, facile il concetto che indica.
Non si tratta d’altro che della differenza esistente tra quello che è stato il prezzo di acquisto e quello che invece sarà il prezzo di vendita, relativamente alla compravendita di valute. Si avrà modo di avere un’incontro con lo Spread direttamente in fase di apertura di una posizione. Noteremo infatti che la posizione non sarà mai di pareggio ad esordio.
Ci troveremo piuttosto di qualche Pip più in basso rispetto al prezzo di acquisto. Per questo è sconsigliato chiudere una posizione subito dopo averla aperta. Si andrebbe immancabilmente in perdita che sarebbe data appunto dallo Spread.
Anche osservando il Bid, il costo di acquisto e l’Ask, il valore di vendita, si noterà che questi non potranno essere uguali; il concetto del Pip. Molto semplicemente diremo che quando parliamo di Pip ci riferiamo alla piccola variazione che caratterizza il tasso di scambio di valute; il concetto di Stop loss e Take profit.
Chiudiamo la nostra disanima con questi due importantissimi concetti. Sapersi destreggiare fra questi con destrezza significherà guadagni sicuri, dato che in più di un’occasione hanno salvato patrimoni da far girare la testa. Grosso modo si può dire che veglieranno sui vostri investimenti quando voi non potrete farlo.
Si tratta di parametri impostati nella vostra piattaforma raggiunti i quali questa venderà in automatico valuta. Nel caso dello Stop loss si imposterà un margine massimo di perdita. Raggiunto il parametro la posizione verrà immediatamente chiusa senza rischio che si perda altro denaro. Il Take profit è cosa diversa; il parametro indicherà il guadagno massimo che si intende raggiungere. Soddisfatto l’obbiettivo la posizione sul forex verrà chiusa.
Geniali no?